Il Castello di Shuri

Nella Prefettura di Okinawa, precisamente nel sobborgo di Shuri della città di Naha, troneggia una maestosa fortezza (andata, purtroppo, parzialmente distrutta a causa di un incendio nel 2019): il Castello di Shuri.

La struttura fu la residenza dei sovrani, quindi centro di governo, e la sede religiosa del regno delle Ryukyu. Il complesso di edifici fortificati sorgeva sulle colline ad est del centro urbano, a circa 120-130 m slm, da cui domina il porto.

La data esatta di costruzione del castello è sconosciuta, sebbene recenti scavi facciano risalire le rovine più antiche alla fine del XIV secolo. Si ritiene pertanto che il maniero sia stato in origine un gusuku (fortezza), completato prima del 1427, come peraltro testimoniato da una lapide celebrativa della creazione dei giardini esterni, custodita nel museo della Prefettura di Okinawa.

In base agli annali storici, il castello di Shuri fu distrutto dalle fiamme per quattro volte, compresa la battaglia di Okinawa dell’ultimo conflitto mondiale, e sempre ricostruito. Il primo incendio avvenne nel 1453, in seguito alla lotta tra fazioni per il trono dell’arcipelago (la cosiddetta rivolta di Shiro e Furi). Nel 1660 il castello fu raso al suolo dalle fiamme in maniera accidentale. La ricostruzione fu ritardata a causa di problemi economici. Per merito di Sho Shoken (Haneji Choshu), un nuovo castello fu realizzato dieci anni dopo. Nel 1709 il castello Shurio fu distrutto da un altro incendio, non doloso, ed il suo recupero si protrasse sino al 1715.

In seguito all’annessione delle Ryukyu da parte del Giappone, nel 1879, ed alla successiva creazione della Prefettura di Okinawa, il castello divenne sede di un distaccamento della guarnigione di Kumamoto e fu utilizzato come caserma. Successivamente ospitò le aule di una scuola elementare e di una scuola professionale femminile sino al 1945.

Nel 1923 la forte pressione fiscale spinse l’amministrazione di Naha a decidere la demolizione del castello, a causa delle pessime condizioni in cui versava. Un movimento guidato da Kamakura Yoshitaro e Ito Chuta salvarono la fortezza. Nel 1925 furono emanate delle speciali misure per la sua conservazione e nel 1929 fu dichiarato tesoro nazionale.

Durante la battaglia di Okinawa, il castello divenne il perno della difesa militare isolana, occupato dal quartier generale e da rifugi antiaerei della XXXII Armata dell’esercito giapponese, tanto che fu pesantemente ridotto in macerie dai bombardamenti americani.

Nel dopoguerra, il governo d’occupazione statunitense istituì l’Università delle Ryukyu sul sito originario del castello. Ciò rese difficoltoso il restauro totale di tutti gli edifici fortificati e si decise quindi per la sistemazione dell’ateneo presso un altro sito, con il conseguente recupero del monumento, che fu ultimato nel 1992.

Nel 2000 il castello Shurijo, insieme ad altri gusuku delle Ryukyu, è stato inserito nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Nel 2003 è stata inaugurata la monorotaia di Okinawa, l’unica ferrovia dell’intera prefettura, che collega l’aeroporto di Naha con il centro cittadino. Il capolinea si trova nelle immediate vicinanze del castello, alla stazione di Shuri.

a cura di Roberto Pellegrini

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