Il kimono ed i suoi colori

Lo stile del kimono si è evoluto artisticamente nel corso di migliaia di anni. Si sono verificati sottili cambiamenti di forma, dalla larghezza del medesimo alla dimensione dell’apertura della manica. I tessuti sono cambiati continuamente e nessuna fibra vegetale o animale è sfuggiva all’attenzione. Le fibre di rafia, lino, canapa e ramiè, insieme al cotone, venivano utilizzate principalmente dalla gente comune. Gli artigiani di questi strati sociali erano maestri nella tessitura e nell’abbellimento con strumenti semplici e tecniche dirette. Funzionali oltre che belli, questi tessuti popolari avevano un loro carattere artistico senza pari.

Per la corte reale, di contro, la seta nei suoi vari stati di finezza era meravigliosamente tessuta, semplice o nell’espressione molto più ricercata del broccato. La seta era tinta, dipinta, ricamata e generalmente manipolata con risultati in continua crescita.

Il kimono di influenza cinese ha cominciato a rappresentare una vera e propria estetica giapponese nel periodo storico Heian (794-1185). Per 300 anni, fino alla fine del primo millennio, i temi cromatici ispirati alla natura sono stati utilizzati nell’abbigliamento come arte visiva. Il kimono era la tela su cui gli artisti dipingevano, letteralmente o figurativamente, delle vere e proprie visioni estetiche. La stratificazione dei colori è stata praticata alla perfezione e ciò che inizialmente era una sequenza di colori influenzata dalla natura si è evoluta in un elaborato elenco di colori dettato dalla tradizione.

I colori dei kimono sono stati raggruppati in combinazioni chiamate irome no kasane che sono state battezzate con nomi assai poetici che spesso derivano da nomi di piante o dalle proprietà coloranti di una pianta, come kihada (filodendro) per il giallo, o per il colore del fiore di una pianta, come sakura (ciliegia) per il rosa pallido. I nomi dei colori si riferivano anche all’effetto di un colore sovrapposto a un altro, chiamato awase-iro: una garza di seta bianca traslucida su un verde scuro produce un verde gelido chiamato salice.

Dall’inizio alla fine dell’era Heian, l’abbigliamento di base delle nobildonne si è evoluto e si è passati da venti strati a cinque strati e ad ogni stagione è stato associato un set di colori appropriati; i toni maggiori erano utilizzati nelle vesti più esterne, i toni minori facevano contrappunto alla camicia più intima; i toni di colore che erano simili per i diversi periodi dell’anno si rendevano appropriati alla stagione attraverso le scelte dei tessuti.

Ancora oggi, la sensibilità al colore Heian ispirata alla natura è molto praticata. Si scelgono tonalità tenui o scuro saturo per l’autunno e l’inverno e tonalità chiare e fresche per la primavera e l’estate. In realtà non ci sono regole su come usare il colore, ma ci sono esempi squisiti di bellissime composizioni di sfumature.

Tutto ciò potrebbe aiutare anche noi a sviluppare una nostra estetica personale, ossia rifacendoci ai colori della natura potremmo mettere a punto una palette di colori che soddisfino la nostra anima.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...