Fushimi Inari-Taisha

Se si ha occasione di recarsi in Giappone, non si può mancare di visitare almeno un santuario. Ve ne sono diversi, tutti incantevoli, tutti con una loro storia, tutti con una spiccata “personalità”.

Oggi parleremo del santuario di Fushimi Inari-Taisha, che certamente molti ricorderanno come ambientazione per il film “Memorie di una Geisha” (2005).

Il santuario, la cui costruzione iniziò nel 711 d.C., si trova vicino alla Stazione di Inari, sulla Linea Nara della JR West, a 5 minuti di viaggio dalla Stazione di Kyōto e a pochi passi dalla Linea principale Keihan delle Ferrovie Keihan nella stazione di Fushimi-Inari.

Il Fushimi Inari Taisha è il principale tempio dedicato al kami Inari e si colloca alla base di una montagna chiamata anch’essa Inari, che è a 233 metri sul livello del mare, che comprende diversi sentieri verso altri santuari minori.

Sin dall’antichità, in Giappone Inari è sempre stato visto come il patrono degli affari, e sia commercianti che artigiani tradizionalmente venerano Inari. Innanzitutto, tuttavia, Inari è il dio del riso. Ognuno dei torii (tradizionale portale d’accesso giapponese che porta ad un santuario shintoista o, più semplicemente, ad un’area sacra; la sua struttura elementare è formata da due colonne di supporto verticali e un palo orizzontale sulla cima e frequentemente viene dipinto in colore vermiglio), al Fushimi Inari-taisha è stato donato da un’azienda giapponese.

Questo popolare santuario si dice abbia ben 32 000 sotto-santuari dislocati in tutto il Giappone.
Il Fushimi Inari divenne oggetto del mecenatismo imperiale durante la prima parte del Periodo Heian. Nel 965 l’Imperatore Murakami decretò che i messaggeri portassero dei resoconti scritti degli eventi importanti ai kami guardiani del Giappone. Questi heihaku si presentarono inizialmente a 16 santuari, tra cui anche il Fushimi Inari-taisha.

Dal 1871 al 1946, il santuario di Inari è stato ufficialmente designato uno dei Kanpei-taisha, ciò significa che si trovava nel primo rango dei santuari. Il santuario attira diversi milioni di fedeli per il Capodanno giapponese, soprattutto dal Giappone occidentale.

Come dicevamo, le prime strutture del tempio risalgono al 711 d.C. e si trovano sulla collina Inariyama, nel sud-ovest di Kyoto, ma il santuario fu spostato nell’816 d.C. su richiesta del monaco Kūkai. La struttura principale del santuario è stata edificata nel 1499.

Nella parte inferiore della collina ci sono la porta principale ed il santuario principale. Dietro ad essi, in mezzo alla montagna, il santuario interno è raggiungibile con un sentiero fiancheggiato da migliaia di torii.

Sulla cima della montagna ci sono centinaia di cumuli, dedicati al culto privato.

Nel libro del folclorista Kiyoshi Nozaki Kitsune: Japan’s Fox of Mystery, Romance and Humor c’è l’immagine di un dipinto del 1786 raffigurante la porta principale del santuario, la cui costruzione è attribuita, per tradizione, a Toyotomi Hideyoshi.

Le raffigurazioni delle volpi (kitsune), considerate messaggeri, si trovano spesso nei santuari di Inari. Un attributo ricorrente è la chiave (del deposito di riso) nella loro bocca.

A differenza della maggior parte dei santuari scintoisti, il Fushimi Inari-taisha, in armonia con i tipici jinja di Inari, ha molte statue di volpi, che sono oggetto di venerazione.

a cura di Roberto Pellegrini

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