Come non possederlo?

Sin dalle età di sei anni ho amato dipingere qualsiasi forma di cosa. All’età di cinquanta ho disegnato qualcosa di buono, ma fino a quel che ho raffigurato a settant’anni non c’è nulla degno di considerazione. A settantatré ho un po’ intuito l’essenza della struttura della natura, uccelli, pesci, animali, insetti, alberi, erbe. A ottant’anni avrò sviluppato questa capacità ancora oltre mentre a novanta riuscirò a raggiungere il segreto della pittura. A cento anni avrò forse veramente raggiunto la dimensione del divino. Quando ne avrò centodieci, anche solo un punto o una linea saranno dotati di vita propria. Prego quelli tra loro signori che godranno di lunga vita di controllare se quanto sostengo si rivelerà infondato. Scrivo questo in tarda età. Usavo chiamarmi Hokusai, ma oggi mi firmo “Manji il vecchio pazzo per la pittura”

Questa è la prefazione che, nel 1834, accompagnò l’opera “Cento vedute del monte Fuji”, a quel tempo Makushita Hokusai era all’apice della sua carriera e stava rivoluzionando l’arte della stampa ukiyo-e. L’opera diventò fondamentale anche per la cultura occidentale, tanto che Hokusai fu considerato l’artista giapponese che più di ogni altro influenzò la storia dell’arte moderna in occidente. A lui si ispirarono Maestri del calibro di Monet, Van Gogh, Picasso…

Oggi, un’edizione speciale: “Le Trentasei vedute del monte Fuji di Hokusai” – Edizioni l’Ippocampo arriva in libreria in un elegante cofanetto nel solco della tradizione Orihon, pensato per godere appieno della bellezza e della poesia di questa serie di stampe d’arte e corredato da un libretto che descrive ognuna delle trentasei stampe presentate in un unico lungo foglio piegato a fisarmonica (antica tradizione Orihon).

La celebre serie presenta il Monte Fuji da più inquadrature, ora solitario e maestoso, ora appena delineato su un lontano orizzonte, indifferente all’attività degli uomini. Hokusai indaga, attraverso la rappresentazione del vulcano da molteplici punti di vista, il rapporto tra natura e uomo. Il monte sacro, solitario, in perfetta simbiosi con la natura che lo circonda, apparentemente benigno, ma spesso spietato.

L’opera Il Fuji con il sereno – conosciuta come Il Fuji Rosso– è tra le opere più costose di Hokusai vendute all’asta, pensate, battuta per oltre un milione di dollari e che dire de La Grande Onda opera così famosa da essere stata copiata e riprodotta innumerevoli volte.

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