Il tatami – viene dal passato, ma…

… continua ad essere più che mai attuale, tanto che anche se la modernizzazione del dopoguerra, ha stravolto i canoni costruttivi e gli arredi delle case giapponesi, in quasi tutte le case non si è rinunciato a possedere il pavimento in tatami o ad allestire almeno una camera con questo tipo di pavimento che, con il suo profumo ed il suo colore, crea un’atmosfera molto calda e rilassante.

L’utilizzo di questo tipo di pavimentazione è molto confortevole, il tatami, infatti, non è compatto, duro e nemmeno freddo. Solitamente la loro forma è rettangolare ed un lato è il doppio dell’altro, essi vengono posizionati in modo da riprodurre asimmetrie ed effetti ad incastro. Al giorno d’oggi si considera di buon auspicio la disposizione del tatami a forma di T.

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Ancora oggi, il tatami è l’unità di misura delle stanze di una casa ed in questo caso, esso prende il nome di jù. Le misure non sono sempre le stesse: per esempio nei templi shintoisti e nel palazzo imperiale di Kyoto troviamo tatami lunghi 197 cm, mentre nel Giappone orientale è diffuso il tatami di 191 cm, in quello occidentale vi sono altre due misurazioni da 182 cm e da 176 cm; infine nei moderni condomini delle grandi aree urbane, si utilizza una variante più piccola di soli 170 cm.

Il tatami è composto di tre parti: toko, omote e heri, prodotti da artigiani diversi ed assemblati da un altro artigiano che si chiama tatamiya. Il toko è la base, spessa da 5 a 6 centimetri, fatta con paglia di riso pressata che può durare diversi decenni. Lo omote, la superficie visibile del tatami, è costituito da steli di igusa, ben intrecciati e lo heri, il bordo che decora il tatami sui due lati lunghi, è di stoffa e ce ne sono di diversi tessuti.

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Il termine tatami deriva dal verbo tatamu che vuol dire proprio “piegare” in quanto il tatami prima era un vero e proprio tappeto, quindi si poteva ripiegare e mettere da parte. Esso risale al periodo Heian ed era considerato un bene di lusso, quindi non conosciuto a tutti, ma bensì alla nobiltà soltanto.

 

La storia ci insegna che i tatami, arrotolati e tenuti in acqua per diversi giorni, venivano usati dai maestri di spada per provare la loro bravura  o il filo della lama ed oggi, nelle discipline sportive marziali, il tatami è usato come materasso su cui è possibile cadere senza riportare traumi, i suoi diversi colori indicano le superfici di gara.

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2 pensieri riguardo “Il tatami – viene dal passato, ma…

  1. […] L’utilizzo di questo tipo di pavimentazione è molto confortevole, il tatami, infatti, non è compatto, duro e nemmeno freddo. Solitamente la loro forma è rettangolare ed un lato è il doppio dell’altro, essi vengono posizionati in modo da riprodurre asimmetrie ed effetti ad incastro. Al giorno d’oggi si considera di buon auspicio la disposizione del tatami a forma di T. Read more… […]

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