Tecniche di decorazione dei kimono

Spesso osservando un kimono si resta stupefatti dalle decorazioni che vi si ammirano. Quale tradizionale abito nipponico, possiede una lunga storia e con la sua evoluzione sono variate anche le tecniche di decorazione utilizzate per la sua realizzazione. Alcune tutt’oggi utilizzate, altre abbandonate, ma sicuramente vale la pena conoscerle un pochino.

Ricamo

Il ricamo, giunto in Giappone dalla Cina, viene utilizzato dagli artigiani giapponesi per arricchire kimoni lussuosi o nunziali. Il lavoro viene eseguito utilizzando la seta e fili d’oro e d’argento che, non potendo essere cuciti, vengono adagiati e poi fissati con la seta stessa. Coloro che si appassionano a tale mestiere, imparano ben 46 tecniche differenti, suddivise in svariati corsi, sempre più difficoltosi.

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Yuzen

Questo tipo di decorazione nacque nel 1700 ad opera di Miyazaki Yuzen-sai, un artista che dipingeva ventagli. Fu così che la pittura fece il suo ingresso nell’ambito della produzione dei kimono, influenzandola non poco.
Motivi classici dipinti con colori stabili nel tempo e con innumerevoli tonalità. La pittura di un kimono è un lavoro di gruppo, dove ogni artigiano svolge una fase specifica, tutti coordinati dal Maestro di pittura, chiamato Senshyo.

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Shibori

Shibori deriva da “shiboru” ossia “torcere, strizzare” ed era considerata un’arte povera, perché tutti coloro che non potevano permettersi di acquistare stoffe preziose, provvedevano a tingere i kimono con questa tecnica.
Con l’andare del tempo, accanto alla tecnica basilare di shibori, presero vita altre sfaccettature della medesima, portando questa tecnica al livello di una vera e propria arte. Sembra che le diversificazioni siano addirittura 15, di cui alcune complicatissime. Le vedremo più nel dettaglio in un prossimo post.

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Questa tecnica consiste nel tingere i fili prima che vengano tessuti. Tecnica particolarmente impegnativa che obbliga gli artigiani a pianificare nel dettaglio ogni posizione dei fili; questo ha fatto sì che ormai siano veramente pochi coloro in grado di utilizzarla.

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Bingata-Katazome

Il Katazome è uno dei due tipi di lavorazione della tecnica Bingata che utilizza, per disegnare sulla superficie del tessuto, una colla molto resistente che dove aderisce, impedisce ai colori di aderire. I colori vengono applicati uno alla volta ed in seguito tracciati i contorni delle figure. Dopo la pittura il kimono viene lasciato riposare per ben tre mesi, durante i quali la tintura si fissa permanentemente, dopodiché viene più volte lavato per rimuovere la colla.

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Bingata-Tsutsugaki

Lo Tsutsugaki, spesso confuso con lo Yuzen, è un tipo di pittura molto espressiva. Viene applicata una colla di riso e crusca sulla stoffa a mascherare alcune aree di tessuto. Il colore viene posizionato intorno e sopra la colla per donare vita al motivo. In seguito, la seta viene risciacquata per eliminare la colla, esponendo finalmente l’armonia di linee e colori.

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Surihaku

Questa tecnica ebbe il suo massimo sviluppo nel periodo Momoyama e consiste nell’incollare un modello sull’abito utilizzando della colla di riso, quindi contornarlo d’oro e d’argento. Quando il metallo si asciuga, il modello viene rimosso e si regolano i contorni del disegno.

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Sumi-e

Tecnica che prevede l’utilizzo della pittura a mano libera effettuata con inchiostro indelebile.

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2 pensieri riguardo “Tecniche di decorazione dei kimono

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