La leggenda della farfalla bianca

A proposito dell’Amore eterno, in Giappone, una leggenda racconta che:

“In un’umile casa dietro ad un cimitero, viveva un vecchio di nome Takahama, benvoluto da tutti i vicini, ma che tutti consideravano un uomo strano, per via del fatto che nessuno lo aveva mai visto frequentare una donna.

Ad un tratto Takahama si ammalò e la sorella con suo figlio si recarono da lui per prendersene cura sino al suo ultimo giorno di vita. Un giorno, mentre vegliavano il vecchio sofferente, dalla finestra della camera entro una farfalla bianca, che si posò sul cuscino accanto al viso di Takahama. Nonostante i tentativi dei presenti di allontanarla, la farfalla continuava a tornare.

Quando la farfalla uscì dalla stanza, il giovane nipote la seguì e vide la farfalla addentrarsi nel cimitero dietro casa e raggiungere una tomba dove scomparì e sulla quale c’era inciso “Akiko, morta all’età di 18 anni”.

Il giovane tornò a casa e raccontò tutto alla madre, la quale mormorò: “Quando tuo zio era giovane, era fidanzato con un giovane di nome Akiko. Stavano per sposarsi, quando ella si ammalò e morì improvvisamente. Il giorno del funerale, mio fratello giurò che non avrebbe più guardato altre donne e che fino alla sua morte avrebbe vissuto vicino alla tomba di Akiko prendendosi cura di lei”

Takahama aveva mantenuto la sua promessa e tutti i giorni si recava al cimitero e portava fiori alla sua amata Akiko. Quando negli ultimi momenti della sua vita non era più stato in grado di mantenere la promessa, Akiko, sotto le vesti di una farfalla bianca era venuta da lui, a testimonianza del loro amore eterno.”

Concludo questo post con una poesia ed il relativo commento, tratta dal libro “Nell’Abbraccio della Luna: quando l’Amore rende inutili i Sogni” by Roberto Pellegrini e Madame Trebien, nella quale si tratta proprio l’argomento dell’Amore unico ed eterno.

IL TESORO

Il tempo racconterà,
di noi,
soltanto i giorni che ci avrà concesso;
soltanto gli attimi,
che avrà finto di dimenticare,
distratto dagli abissi
dell’eternità,
nelle nostre mani nude,
vestite appena
dell’umiltà dei sogni,
con lo sguardo rivolto lontano
dalla tracotanza dei vincitori…
Ma ciò che saremo stati,
insieme,
potremo conoscerlo soltanto noi,
in un tesoro di silenzi
e di parole,
che non nasconderò,
che non nasconderai,
perché nessuno troverà la chiave
per rubarlo…

“Quando il tempo della nostra esistenza finirà, quando il nostro “libro della vita” sfoglierà l’ultima pagina a nostra disposizione cosa resterà di noi?

Resterà “l’umiltà dei nostri sogni” costruiti insieme, giorno dopo giorno, certi che erano sogni condivisi vicendevolmente, nei quali abbiamo creduto da subito, per i quali abbiamo lavorato, nella speranza un giorno di trasformarli in realtà.

Resteranno i ricordi dei giorni che il tempo ci ha concesso per viverci accanto, per dedicarci l’un l’altro, per amarci.

Ma ciò che saremo stati in grado di donarci, ciò che insieme saremo stati, il tempo futuro non potrà svelarlo a nessuno perché noi saremo tanto bravi da tenerlo al riparo da ogni sguardo, da nascondere a tutti “la chiave per rubarlo”, lo terremo custodito nelle nostre anime come il tesoro più grande che il tempo ci potesse donare.”

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